I’m not okay with this

I’m not okay with this

19 Marzo 2020 0 Di Federico

I’m noto okay with this: trama, recensione, uscita

I’m not okay with this, è la nuova teen drama dalle venature fantasy, uscita il 26 Febbraio 2020 sulla piattaforma Netflix. Creata dai produttori di Stranger Things, con la regia di Jonathan Entwistleche conosciuto per il successo di The end of the f****g world, ha tutte le basi per essere un successo.

Come se non bastasse, la serie I’m not okay with this, come The end of the f****g world, è tratta dall’omonima graphic novel di Charles Forsman. I protagonisti sono sempre adolescenti sul punto di esplodere. Incompresi, con i tipici problemi di quell’età e arrabbiati con il mondo.


Serie originale dalle sfumature retrò

A prima vista le similitudini scenografiche con The end of the f*****g world vengono subito all’occhio. Le ambientazioni, lo stile dei personaggi, le musiche che accompagnano la narrazione, sono il marchio distintivo del regista. Nonostante sia una serie americana e ambientata ai giorni nostri, ha quelle sfumature British e retrò che la fanno apparire un prodotto d’altri tempi. Ne esce un prodotto carino e originale, adatto a tutti e non riservato solo ad un pubblico teen.

Nonostante sia una serie fantasy, l’elemento soprannaturale fa da cornice all’opera e solamente verso il finale incomincia a prendere importanza. Viene dato spazio maggiormente alle (dis)avventure di Sydeny e al suo lato interiore.

Altro punto di forza della serie è che si presta ad un binge watching compulsivo. Sette episodi, dalla durata di una ventina di minuti, che finiscono lasciandoci sulle spine e a implorare una seconda stagione il prima possibile.

Trama e Protagonisti

I’m not okay with this ha come protagonista Sydney, un’adolescente che cerca di trovare la sua strada tra difficoltà a scuola e in famiglia. Non è ancora riuscita a superare e ad elaborare la morte del padre. Questo la rende chiusa e imbronciata, sempre attanagliata dalla sensazione di essere inadeguata ed inopportuna. L’unica persona che con cui parla e che riesce a farla ridere è la sua migliore amica: Dina.

A renderle ulteriormente difficile l’adolescenza, è la scoperta, quasi causale, di avere poteri sopranaturali. Ogni volta che si arrabbia, con la forza della mente distrugge qualcosa che le sta attorno. Queste esplosioni di rabbia, seguite dalla distruzione da oggetti nell’ambiente circostante di Syd, sembrano essere  “l’esternalizzazione” di quel malessere interiore tipico degli adolescenti.

Ad affiancare Syd oltre la madre Maggie ed il fratellino Liam troviamo: Stanley, lo strano vicino di casa che ha una cotta per la protagonista e sarà il primo a scoprire suoi poteri nascosti. E Dina, la migliore amica di Syd, la bella della scuola, dal carattere aperto e solare fidanzata con Brad.


Le esplosioni di Sydney rappresentazione del malessere adolescenziale

Protagonista della serie resta la condizione giovanile. Giovani incapaci di esternare le proprie emozioni, la rabbia e il dolore e che lentamente si lasciano logorare. Si sfogano ricadendo in atteggiamenti violenti o abusando di sostanze stupefacenti per anestetizzare i propri sensi e emozioni. Comportamenti che mettono a rischio la vita degli altri e di sé stessi, prendendo anche di mira ragazzi più deboli ed indifesi. Malesseri che nascono dall’incapacità di affrontare il proprio io. Il nemico dentro me lo cerco altrove.

Come in Sex education, gli atti di bullismo di Adam sul ragazzo omosessuale Eric, nascondono dietro ciò, l’incapacità di capire la propria interiorità, tentando di arginarla per paura dei giudizi dei genitori in primis e poi degli amici. Rabbia verso sé stessi che viene proiettata sugli altri e che come nel caso di Sex Education nasconde un’omosessualità repressa che gli fa vivere la vita con gli altri in maniera incompleta.

L’amore diventa elemento risanatore, per mitigare la situazione di squilibrio interiore. Un amore che va al di là del sesso, e dei sessi, che trova nella serenità tra le parti il vero scopo. L’essere accettati per come si è senza bisogno di nascondersi dietro maschere fingendo di essere ciò che non si è.