Hypnosis Display – Pura sperimentazione audiovisiva

Hypnosis Display – Pura sperimentazione audiovisiva

25 Novembre 2019 0 Di Federico

Hypnosis display non è un film, è un pezzo d’arte audiovisiva nata dal delirio di Paul Clipson nel 2014. Non c’è nulla di cinematografico. Manca una struttura narrativa. Le immagini che vediamo non hanno senso e sono prive di collegamenti logici. E’ pura sperimentazione, libertà espressiva. E’ un lavoro arduo e difficile da spiegare a parole, ma che tocca lo spettatore in profondità.

Hypnosis display è da guardare la notte, avvolti nel buio e dal silenzio totale. Quando tutto tace e siamo più vulnerabili. L’unica fonte luminosa deve essere lo schermo, che ci iperstimola con un turbinio di immagini e suoni. Ciò che ne esce è un’esperienza corporea che ci lascia frastornati come dopo una seduta di ipnosi.


Dal caos primordiale al caos metropolitano

Hypnosis Display con il suo caos vuole rappresentare l’evoluzione della realtà. La natura incontaminata primordiale, che lentamente lascia il posto alle gigantesche costruzioni artificiali. Metropoli in cui l’uomo stesso che le ha costruite, è annichilito e imprigionato. Ridotto ad uno spettro che vagabonda angosciato alla continua ricerca sé stesso.

L’unica scelta possibile resta allontanarsi dalla città e immergersi in quel mare, simbolo di rinascita, che rigenera. Mentre la luce del sole ci irradia riscaldandoci e donandoci la forza e i colori perduti.

Sovrapposizioni

Inquadrature diverse, voci, rumori e musiche si sovrappongono. Un caleidoscopio di luci e suoni che originano una tempesta psichedelica. Quando Clipson spinge all’estremo le sovrapposizioni, sullo schermo prenda vita un dipinto astratto dai toni lisergici.

Come dopo ogni tempesta, segue la quiete. Immagini singole e statiche prendono il posto alla frenesia. Lentamente l’inquadratura si focalizza e amplifica i dettagli, lasciando allo spettatore la libertà di interpretazione.

Per la colonna sonora, che è l’elemento a sostegno del corto circuito di immagini, Clipson si è affidato all’elettronica sperimentale. Più che musica sono delle suggestioni uditive che arrivano dall’ignoto a cui si sovrappongono rumori, echi, urla e parole. Il tutto, abilmente, agevola l’ipnosi dello spettatore e il suo coinvolgimento emotivo nel caos.


Conclusioni

Hypnosis Display è un’opera difficile e per pochi. Bisogna lasciarsi coinvolgere e trasportare. Cercare stimoli nel susseguirsi di immagini.  Guardarsi dentro, fare riaffiorare ricordi e sensazioni. Lasciarsi andare alle libere interpretazioni. Ricordare ciò che siamo stati e ciò che siamo. Accettare la nostra solitudine e fragilità che tanto cerchiamo di nascondere con l’illusione. Dobbiamo liberarci dagli schemi per evadere dalla prigione delle grandi metropoli.

Se decidiamo di non arrenderci, possiamo sempre provare a percorrere il cammino della rinascita e ritornare a vedere la vita a colori.