El Camino – La fuga di Jesse Pinkman

El Camino – La fuga di Jesse Pinkman

15 Ottobre 2019 0 Di Federico

El camino, il tanto atteso sequel di Breaking Bad, fa la sua comparsa sulla piattaforma Netflix l’11 Ottobre. Scritto e diretto da Vince Gilligan, il film tratta della fuga di Jesse Pinkman dopo la morte di Walter White.


Curiosità sul titolo

El Camino, oltre a rimandare al “cammino” del protagonista per ritornare ad essere libero, prende il nome da un modello di pick-up. Il pick-up in questione è quello di Todd, una Chevrolet El Camino, con cui Jesse si da alla fuga.

Uno sguardo al passato

Per capire il film bisogna fare un passo indietro e tornare all’ultima stagione di Breaking Bad.

Walter White ormai è alle corde, ed è pronto a lasciare la scena. Walter White, per mettere in atto il suo piano, che prevede di lasciare al figlio i profitti guadagnati con il suo impero, deve uccidere alcuni suoi “collaboratori”. Gli stessi che hanno in ostaggio Pinkman. L’unico che sopravvive alla carneficina fu Todd, che rivedremo nel film e che ha in ostaggio il protagonista.

Un altro personaggio che troviamo nel film, e che magari qualcuno non ricorda, è Ed. L’ex socio di Saul Goodman e proprietario del  Best Quality Vacuum, con cui Jesse ha un conto in sospeso.


Trama

Il film si apre con un flashback in cui Mike Ehrmantraut e Jesse, sulla riva di un fiume discutono sul futuro e di come le loro vite siano cambiate. Vogliono ricominciare a condurre una vita normale e hanno voglia di spendere i soldi guadagnati. Resta ancora l’ultimo passo da compiere prima di fuggire: crearsi una nuova identità. Mike ha un sogno, gli piacerebbe andarsene in l’Alaska. Sogno che – in una delle scene più struggenti della serie e che più mi colpì – verrà infranto per mano di Walter White.

Poi la scena si sposta sul presente. Jesse, visibilmente stressato, alla guida della El Camino di Todd sta scappando dalla polizia. Ormai il suo volto è su tutti i notiziari e rischia di essere facilmente riconosciuto. Non sapendo dove andare, va a rifugiarsi a casa dei vecchi amici Skinny Pete e Badger, che non si sono dimenticati di lui e lo accolgono.   Jesse si da una ripulita e prova a riposare nonostante siano evidenti i segni del disturbo post-traumatico da stress e vecchi demoni continuino a fargli visita. Con l’aiuto degli amici si sbarazza del pick-up, che scoprono essere dotato di antifurto satellitare, così da avere un po’ di tregua.

Non vi svelo altro, questo è il punto di partenza.  Ora a Jesse non resta che trovare i soldi e una nuova identità.

Un film ricco di flashback

In El camino, i flashback la fanno da padroni. Inizialmente ho fatto fatica a mettere bene a fuoco i personaggi che entrano in scena. Per questo, per goderlo appieno, consiglio la visione dell’ultima stagione.

Passato e presente si fondono.  Ci sono dei ricordi che continuano a tormentare Jesse e di cui non si sbarazzerà tanto facilmente. E’ una ferita aperta che continua a sanguinare, ma che gli permette anche di cambiare e maturare. Jesse sembra voler espiare i suoi peccati. La ricerca della redenzione, per chiudere definitivamente col passato.

Quasi commovente il ricordo di Walter White sul finire del film. Quando erano ancora troppo ingenui e non avevano la minima idea di quello che sarebbero diventati. Jesse, che con i soldi guadagnati dalla prima vendita di metanfetamina, sognava di mettere la testa apposto e fare il medico sportivo. Un ragazzo come tanti, che avrebbe potuto raggiungere dei traguardi, ma si è lasciato trasportare dal vortice ammiccante della criminalità.


Opinioni

Un film che trasuda il Vince Gilligan che abbiamo conosciuto in Breaking Bad e in Better Call Saul.

La malinconia, l’aridità dei deserti del New Mexico, criminali avvoltoi che si buttano su prede indifese, dove la solitudine regna sovrana e sono pochi gli amici di cui ti puoi fidare.

Un film drammatico, in cui la nostalgia viene amplificata da continui sguardi al passato. Un passato che è anche luce, quella luce che filtra attraverso gli squarci violenti di una tela di Fontana. Un continuo ricordare e ricercare nel passato quello che manca nel presente. Il ricordo diventa anche la chiave per accedere al futuro. Il bisogno continuo di trovare un appiglio che possa aiutarci a trovare la forza per andare avanti.

Aaron Paul protagonista indiscusso

Aaron Paul è il protagonista, e come tale domina in ogni momento lo schermo. Gli altri, non sono altro che tasselli di un puzzle per la buona riuscita del suo progetto.

Il film, ha permesso all’attore di chiudere definitivamente con il personaggio di Breaking Bad e riconciliarsi con sé stesso. Perché, come ammise lo stesso Aaron Paul, dopo la fine della famosa serie andò in depressione.


Conclusioni

El camino, alla fine risulta mediocre, ma riesce pienamente nel suo intento. Poi si è troppo legati al mito di Breaking Bad e ai suoi protagonisti per non guardarlo e per non amarlo.

Se proprio dobbiamo trovare un aspetto negativo del film, che è anche la sua particolarità, sono proprio quei continui flashback. Continui sbalzi temporali che possono anche essere fastidiosi e non danno continuità alla narrazione.

La cosa fondamentale è che dall’inizio alla fine, si è coinvolti e si arriva ad empatizzare con Jesse Pinkman.