Too Old to Die Young

Too Old to Die Young

25 Giugno 2019 0 Di Federico

Too old to die young è una serie creata da Ed BrubakerNicolas Winding Refn, quest’ultimo anche regista di tutti gli episodi. Uscita il 14 Giugno sulla piattaforma Amazon prime,  segna il debutto del regista danese nel mondo delle serie tv. Nicolas Winding Refn crea un “pulp show” inusuale, oscillando tra un B-movie e un prodotto di alto livello ricco di note stilistiche che ha poco a che vedere con le serie a cui siamo abituati. Too old to die young è un film di tredici ore circa, suddiviso in episodi che superano i 60 minuti.

“Tredici ore di agonia per sadici dai gusti raffinati.”

Martin è un poliziotto taciturno e solitario, ed insieme al suo collega Larry, stanno svolgendo i soliti controlli di routine sulle strade abusando del loro potere con una ragazza, quando una macchina si avvicina e spara in testa a Larry. A bordo c’è Jesus, figlio di una potente signora della droga deciso a vendicare la madre. Questa tragedia fa guadagnare a Martin una promozione, ma è costretto da un gangster locale a prendere il posto di sicario del suo ex collega. Martin inizia così una carriera parallela di cavaliere metropolitano e “punisher” con lo scopo di stanare criminali, stupratori, pedofili assicurandoli alla morte.

Jesus intanto fa ritorno in Messico dove lo zio lo fa entrare nel cartello. Alla morte di quest’ultimo Jesus sposa Yaritza, nonchè ex moglie del defunto zio, e si trasferiscono in America per continuare a perseguire gli interessi dell’organizzazione criminale. Yaritza è una figura oscura, la parte soprannaturale, che sembra essere l’incarnazione dell’Alta sacerdotessa della morte. Una sorta di eroina femminista decisa a liberare le donne dal dominio maschile.

Le vite di Martin e Jesus seppur all’apparenza lontane sono destinate ad incrociarsi e pareggiare un conto in sospeso.

 

I creatori di Too old to die young hanno deciso di dare importanza alla regia e alla fotografia con alcune note stilistiche di grande effetto. La trama risulta molto semplice e basilare da passare in secondo piano, i dialoghi scarni e ridotti all’osso ci fanno perdere nei lunghi silenzi. I protagonisti di una calma sovrumana e minimalisti ci fanno crescere il desiderio impulsivo di azione. L’inquadratura fissa si muove lentamente, dilatando il tempo delle scene all’estremo con il rischio di farci perdere la pazienza e skippare una decina di secondi avanti passando alla scena successiva.  Luci al neon e contrasti di colori che rendono gli ambienti aestetici e surreali, risultando a volte quasi psichedelici.

Tutti questi elementi curati nei minimi dettagli creano uno show inusuale, un thriller poliziesco con vene grottesche e noir dove uccidere diventa un gesto artistico e gli schizzi di sangue diventano un’opera d’arte. Il nichilismo ci avvolge e si sprofonda lentamente nell’oscurità di una società sempre più dominata dalla brutalità e dalla perversione dove si ricorre a della violenza per scacciare altra violenza senza fine.