Quicksand

Quicksand

15 Maggio 2019 0 Di Federico

Quicksand è una serie svedese uscita su Netflix ad Aprile del 2019 ispirata all’omonimo libro Sabbie mobili di Malin Persson Giolito uscito nel 2016.

Inizia con un piano sequenza in una classe di un liceo della “Stoccolma bene” dove succede una sparatoria. L’unica sopravvissuta è Maja Norberg che viene trovata dalla polizia in ginocchio ed in stato confusionale. Le tracce di sangue ed il fucile al suo fianco fanno pensare che sia lei l’autrice della strage. Maja viene così condotta in carcere accusata dell’omicidio di cinque suoi compagni di classe, compreso il suo fidanzato Sebastian.

La serie si sviluppa su due linee temporali, in un continuo oscillare tra presente e passato. Da una parte Maja e i suoi avvocati che si preparano al processo, dall’altra la ricostruzione della vita privata di Maja. Attraverso numerosi e brevi flashback viene portata a galla lentamente la sua vita segreta. Vedremo emergere il lato fragile della ragazza e di come avere affianco le persone sbagliate possa essere fatale.

Maja è una studentessa modello, all’apparenza senza nessun problema, amica di tutti. Ha un rapporto burrascoso col fidanzato Sebastian, quest’ultimo sempre più problematico e distaccato dalla realtà a causa dell’abuso di droghe. Sarà proprio nel tentativo di aiutarlo e la paura di lasciarlo che la ragazza si ritroverà coinvolta in un incubo.

Quicksand con i suoi sei episodi si presta ad una rapida visione. Sviluppata bene, manca però di pathos e sostanza risultando fredda come il paesaggio Svedese sullo sfondo. Il fine della serie non è mettere in luce la dinamica dell’accaduto, ma come ciò possa essere potuto succedere. Vediamo la storia che si srotola lentamente mostrandoci i personaggi per quello che sono e lasciando il giudizio di colpevolezza in sospeso fino all’episodio finale.
Quello che traspare attraverso la serie è il potere dei mass media e la capacità di influenzare le masse, che traggono spesso le loro conclusioni in maniera superficiale e stereotipata.



Quicksand non mi ha colpito molto. Nonostante dopo un po’ abbia trovato noiosi i continui flashback, mi sono trovato intrappolato nel meccanismo e non sono riuscito a mollarla. L’inizio sembrava promettere bene, ma poi diventa la solita serie teen, fatta di amori adolescenziali e ambientazioni da favola romantica contemporanea condita con tradimenti, feste e droga.