Dogman

Dogman

21 Ottobre 2018 0 Di Federico

Dogman è un film del 2018 diretto da Matteo Garrone. A Cannes, il protagonista Marcello Fonte ha ricevuto il premio per la migliore interpretazione maschile. Nel 2019 è in lista per l’oscar tra i migliori film in lingua straniera.

Il film si ispira al “delitto del canaro” avvenuto a Roma nel 1988 dove perse la vita l’ex pugile e criminale Giancarlo Ricci. Il “canaro” è il soprannome dato all’autore del delitto, Pietro de Negri, per via del suo lavoro di toelettatore per cani. Quello che all’epoca suscitò più clamore fu che il corpo di Ricci fu trovato carbonizzato e presentava segni di evidenti torture e sevizie.

In Dogman va in scena la periferia romana, tra la metropoli e la natura selvaggia. Una terra di nessuno dove regna la desolazione e vige la regola del “pesce grande che mangia il pesce piccolo“. In quel legame tra grande e piccolo in cui il secondo teme il primo ma ne è affascinato.  Ognuno perso nella propria solitudine si arrangia come può, in una vita fatta di un ripetitivo casa-lavoro in cui l’unica salvezza sembra l’amore del protagonista per la figlia.

Marcello : “A me qua mi vogliono tutti bene nel quartiere.”

Garrone trascende i fatti di cronaca, a lui non interessano la vendetta e le torture. Non trasforma Marcello nel killer. Garrone vuole metterti in contatto con il protagonista, con i suoi sentimenti e con la sua bontà, la sua frustrazione e debolezza davanti ad un criminale.



Marcello è una persona tranquilla che vive sul mare, nella periferia romana. Ha un negozio di toelettatura per cani e passa le sue giornate tra il lavoro, la figlia Sofia e il ricevere intimidazioni da Simone, ex pugile e bullo che terrorizza il quartiere. Marcello procura la cocaina a Simone spesso senza essere pagato e lo aiuta pure in alcune rapine in cambio soltanto di una piccola percentuale. Tra i due il rapporto non è dei migliori, perché nonostante quella che all’apparenza potrebbe sembrare amicizia e rispetto, l’esile e mite Marcello è costretto a subire le angherie di Simone senza possibilità di ribellarsi.

La situazione incomincia a crollare quando Simone scopre che una parete in cartongesso del salone di Marcello confina con un “Compro Oro”. Il “canaro” in un primo momento si rifiuta perché ha un buon rapporto con gli altri commercianti della zona, ma per l’ennesima volta non può tirarsi indietro per via delle minacce di Simone.
Dopo il furto la polizia Marcello del furto, dandogli la possibilità di denunciare Simone o farsi un anno di galera. Sceglie la seconda opzione.

Quando Marcello esce gli affari vanno male, i rapporti con i commercianti sono peggiorati e Simone non può dargli la parte che gli spetta del colpo al “Compro Oro” perché l’ha usata per comprarsi una moto. Al che Marcello perde la pazienza e trovando la moto fuori dalla casa del bullo la prende a sprangate. Il giorno dopo Simone si vendicherà del danno subito umiliando e picchiando Marcello davanti a tutti e quest’ultimo ormai stanco incomincia a pensare seriamente alla vendetta.

Ma la liberazione da ciò che rappresentava il problema personale e di tutta una piccola comunità, quello che poteva essere l’atto per riscattarsi e riallacciare i vecchi rapporti, passa indisturbato sotto l’indifferenza di tutti.