Nu (Now)

Nu (Now)

7 Ottobre 2018 0 Di Federico

Nu è un cortometraggio muto, in bianco nero diretto nel 2003 da Simon Staho. Nonostante il budget ridotto, nel cast troviamo l’attore svedese Mikael Persbrandt e l’attore danese Mads Mikkelsen protagonista recentemente della serie Hannibal.

Nu è ora. L’ora della morte. Lo sequenza di immagini della vita che precede il decesso.
Nu è bianco e nero. Ordine e disordine. Tutto e niente. Desolazione e solitudine. Vite vuote, vite vissute.
Dolore e passione. Amore eterosessuale e passione omosessuale. Acqua che genera e purifica, acqua che uccide. Toccarsi chiedendosi se siamo reali o siamo solo un’illusione. Nessun suono solo un susseguirsi di azioni e gesti in un crescendo di angoscia.



Un uomo in punto di morte su di un letto di ospedale che riceve la visita di un altro uomo che lo bacia sulla bocca in segno di addio. L’uomo in punto di morte si agita e fa cadere i fiori sul comodino in un finale spasmo per liberarsi dall’incombere della morte. La disperazione degli ultimi momenti. Si muore soli.

La scena cambia, un uomo ed una donna appena sposati non sanno cosa fare. Si toccano, si guardano e finiscono in un coito meccanico. Quasi a rappresentare quel meccanicismo che c’è nel doversi sposare e fare figli tipico delle passate e nuove generazioni. Dove bisogna fare quello che fanno gli altri sfuggendo da sé stessi e dalla ragione.

Il figlio nasce, ma subito mette in crisi la coppia. Lui ha una relazione omosessuale, che sembra soddisfarlo. La moglie a casa col figlio, incapace di gestire i problemi di coppia e i bisogni del figlio. Figlio che nella disperazione trova tragicamente la fine annegato in una vasca.
Il marito e il suo amante si ritrovano e si lasciano andare ad un bacio mentre la moglie è rinchiusa in una camera per malati psichiatrici.
La moglie in vestito nero – non ci è dato sapere come – fa visita al vecchio in punto di morte, che avevamo visto all’inizio, e con le sue mani soffoca pure lui.