Stephen King – Mr Mercedes

Stephen King – Mr Mercedes

26 Agosto 2018 0 Di Federico

Mr Mercedes è un romanzo giallo scritto da Stephen King  nel 2014. E’ il primo libro della trilogia a cui seguiranno Chi perde paga e Fine turno.

Dei disoccupati sono in fila per entrare alla Fiera del Lavoro per cercare un’opportunità dopo la crisi che ha investito l’America, quando una Mercedes grigia esce dalla nebbia e si scaglia sulla folla. Moriranno otto persone e parecchie altre vengono ferite. Nessuno riesce a risalire al killer, che a quanto pare sembra non aver lasciato tracce.
Dopo un anno dalla strage, al detective in pensione Hodges arriva una lettera da Mr Mercedes il cui vero nome è Brady Hartsfield che lo sfida a trovarlo prima che compia un’altra strage.
Hodges che a causa della pensione è annoiato e depresso decide di mettersi ad investigare per trovare questo fantomatico Mr Mercedes ritrovando un’energia vitale che pensava di aver perso.


Il libro è scorrevole e si legge bene, ma manca la scintilla. Stephen King ha deciso di calarsi nel genere thriller. Anzi, secondo me, non riesce nemmeno nell’intento di scrivere un thriller vero e proprio per via di quella linea tragicomica che aleggia nel libro dall’inizio alla fine.

Come in quelle serie televisive improbabili troviamo a salvare la cittadina dall’attentato di uno psicopatico l’ex detective in pensione, Jerome il ragazzo prossimo al college che taglia l’erba al detective e Holly una schizofrenica dalle lunghe vedute ma che ha bisogno degli psicofarmaci per tenere a bada alcuni comportamenti.

Mr Mercedes è lo stereotipo del killer, il ragazzo insospettabile e tranquillo, poco socievole, con alle spalle problemi famigliari, un passato tragico in cui muore il fratellino, una madre alcolizzata di cui si prende cuta. Sotto quella corazza di persona insospettabile si nasconde una persona pronta ad “esplodere” carica di odio e rancore per la società.

Un’altra impressione che ho avuto nella parte finale del libro è che Stephen King avesse voglia di finire il libro e si sia è buttato su un finale scontato e banale. Sembra il finale di una favola dove tutti o quasi vissero felici e contenti.

Libro piatto, con qualche colpo di scena, ma niente di eccezzionale come ci si aspetterebbe da uno scrittore del suo calibro.