Taxidermia

Taxidermia

21 Luglio 2018 0 Di Federico

Taxidermia è un film Ungherese del 2006 sul genere horror, grottesco diretto da György Pálfi.

Taxidermia si sviluppa in tre episodi. Ogni episodio narra le vicende e le ossessioni della generazione Balatony rispettivamente nonno, figlio e nipote.

Il primo episodio è ambientato durante la seconda guerra mondiale in un luogo indefinito, dove regna la desolazione e la nebbia. Narra le vicende di nonno Morosgoványi Vendel soldato semplice e della sua ossessione per la masturbazione. Si masturba in ogni occasione inventando sempre nuove tecniche. Suo figlio Kalman nascerà da un rapporto (non si capisce se reale o immaginario) con la grassa moglie del tenente attraverso la cotenna di un maiale e proprio per questo verrà ucciso dal suo superiore. Suo figlio nascerà con un particolare: la coda suina, che gli verrà amputata alla nascita.

Nella seconda parte, ambientata durante il comunismo, si narrano le vicende dell’atleta Kalaman Balatony campione ungherese di abbuffata sportiva e aggiungerei pure di vomito, visto che tutto ciò che ingoia durante il “gesto atletico” poi viene espulso. Nel terzo episodio infatti svelerà a suo figlio che una tecnica di vomito prende il suo nome. Kalaman si innamora di una donna anche lei appartenente alla nazionale ungherese di abbuffata con cui avrà un figlio nonostante i problemi legati al suo ingurgitare cibo in maniera sconsiderata.

La terza ed ultima parte, ambientata ai giorni nostri, invece parla del tassidermista Lajoska che a differenza dei genitori è magrissimo. Vive con il padre Kalaman e lo accudisce visto che quest’ultimo a causa della sua stazza non può più muoversi dalla poltrona su cui giace. Le uniche distrazioni di Kalaman sono il mangiare, il guardare la tv e il vedere crescere dei gatti enormi nutriti a margarina all’interno di una gabbia che saranno poi i responsabili della sua morte.

 Lajoska è un tipo solitario ossessionato dal suo lavoro e l’unico contatto che ha con il mondo è quando va a fare la spesa. Prova ripetutamente a rimorchiare la cassiera del supermercato ma vede fallire ogni suo tentativo.            Nelle scene di questo episodio regnano la solitudine, il declino dei rapporti umani in primis quello padre e figlio e l’alienazione sociale. 

Il film si conclude con l’impagliamento da parte di Lajoska del padre e l’impagliamento di sé stesso attraverso dei meccanismi accuratamente studiati da cui ne uscirà come una sublime opera d’arte.

Taxidermia non è per tutti ed è riservato agli stomaci forti perché il regista non risparmia nulla. Personalmente non mi ha impressionato più di tanto e non mi ha impedito di mangiare qualche patatina mentre lo guardavo. Le uniche scene forti sono state le continue vomitate dei campioni di abbuffata sportiva nel secondo episodio e la scena finale dove Lajoska decide di aprire il suo corpo ed estrarre gli organi. Ma nonostante il disgusto che può suscitare questa scena a mio avviso è geniale e merita di essere vista.

Magari se decidete di gardarlo fatelo a stomaco vuoto!